Vanaprastha International Onlus

Nome vanaprastha

To Heal To Humanize

Nome

Il nome Vanaprastha è una parola derivante dal sanscrito (Vano + Prasthati) Significa “andare nella foresta” o anche “essere nella foresta”

Secondo la tradizione spirituale indiana, Vanaprastha è il terzo stadio della vita di una persona

Il primo stadio è il Brahmacharya, la vita di uno studente. A questo stadio un bambino viene portato nella casa del maestro (Guru) e viene iniziato a un vigoroso e disciplinato corso di studi e di pratica dello yoga e della meditazione.

Il secondo stadio è il Grahaprastha, la vita familiare e sociale. Quando il maestro ritiene che l’allievo sia in grado di affrontare il mondo e iniziare una vita familiare, il bambino torna a casa, per vivere nella società.

Il terzo stadio, Vanaprastha, è vivere nella foresta. Funge da collegamento tra i primi due e lo stadio finale. È essenzialmente uno stadio probatorio per la resa totale alla Natura. Quando una persona ha adempiuto i doveri familiari e sociali può andare nella foresta per meditare sull’auto-realizzazione e cominciare a rispondere alla domanda fondamentale: “chi sono?”. Il concetto di “essere nella foresta” è molto simbolico ed estremamente significativo. Non vuol dire che una persona debba realmente andare nella foresta e viverci. La foresta può essere vista come il proprio io interiore; quindi Vanaprastha è un ritorno all’Io, un viaggio interiore, un pellegrinaggio verso se stessi, alla ricerca del vero Io, il grande Purush. È uno stadio di riconciliazione, di un lento cambiamento verso un profilo spirituale personale. È questo il periodo in cui si può scoprire pacificamente la missione della propria vita. Questo è lo stadio in cui si impara ad accettare le contraddizioni dell’essere. Questo è lo stadio che porta alla vera gioia interiore. 

Il quarto stadio è il Sanyasa,totale consegna e distacco, in cui la persona che ha adempiuto ai propri doveri verso la società, si ritira per trovare il significato della propria esistenza (come una tartaruga che si ritira nella propria corazza). La persona ha bisogno di tempo e spazio per ritrovare la propria integrità e la pace interiore.

Una divisione classica come quella sopra descritta è intesa soltanto per le ragioni pratiche per far comprendere alla gente il valore, il significato e lo scopo della vita. Tutti questi quattro stadi sono in realtà mescolati. Lo stadio dell’essere studente non finisce mai. Si può imparare anche sul letto di morte. Quando si è impegnati a condurre una vita familiare, si può anche vivere una vita ritirata. Ogni momento è buono per ritornare all’Io. Anche il sorriso e la vita di un bambino possono illuminarci e mostrarci la via verso il proprio vero Io.